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mercoledì 24 agosto 2016


tra i banchi del mercato spuntano fiori




Il martedì e il venerdì c'e mercato ad Acqui Terme e in mezzo ai banchi di vestiti, stoffe, e scarpe spiccano per altrettanti colori e vivacità i miei banchi preferiti. 






Per gli affamati di giardinaggio anche il vicino “mercato dei contadini” serve piatti ricchi perché offre, insieme alla vendita diretta della frutta e della verdura da parte dei contadini locali, banchi specializzati in vendita di sementi, piantine da orto e utensili per giardinaggio.




Inutile dirlo ogni volta che ci capito acquisto, e piena di borse della spesa e cassette, improvviso improbabili trasporti con la mia vespa 250. Questa settimana ho favorito il banco di Mariano che aveva delle irresistibili erbacee perenni. Mariano è gentile e preparato, ed ha imparato a conoscermi perció, oltre a mettere in sicurezza le malcapitate insacchettandole per bene, senza che glielo chieda mi scrive su ogni vaso che acquisto un biglietto con il nome delle pianta!



Le ultime sono arrivate sane e salve e sono in piena terra da qualche giorno. Il vento non si è intimidito e ha dato loro il benvenuto soffiando senza sosta tutti questi pomeriggi. L'aiuola che ho in testa è tutt'altro che completa, ma non ho fretta. L'intenzione è creare un gruppo misto dove il verde delle foglie metta in risalto il viola blu dei fiori. Il gruppo di piante per ora è sparuto per gli inevitabili spazi di crescita che si riempiranno con il tempo. 



Avrei voluto aggiungere altre piante di veronica spicata e di peroskia ma non è stato possibile perchè sono andate a ruba. Ho quindi aggiunto dei semplici phlox bianchi e rosa che sembra resistano bene in queste zone e degli iris viola frutto della prima divisione dei rizomi dalla bordura che ho iniziato a pulire.

giovedì 18 agosto 2016


son rose e fioriranno


Alle 7 in punto a colazione finita ma con ancora il pigiama indosso, armata di guanti e forbici ho fatto qualche prova di talea su suggerimento di Paolo, il preziosissimo giardiniere del vicino di casa, che mi ha spinta a provare in occasione di Santa Rosa da Lima il prossimo 23 Agosto.
Pare che in questa ricorrenza non ci sia talea che non riesca!

Non mi ha spiegato per filo e per segno come fare - ed ho paura che le foto lo documentino - ma faccio appello alla Santa, che sia clemente anche se parto con qualche giorno di anticipo. Sarebbero le prime rose nel mio giardino!


sabato 13 agosto 2016


la via orientale



Con agosto è finalmente arrivata l'aria fresca e insieme l'energia necessaria per la ripresa dei lavori lasciati in sospeso a Luglio complice il caldo e qualche assenza per vacanza. Ho messo le mani in una delle due aiuole che ho in “concessione” nel prato ad est della casa, piantando qualche erbacea perenne dopo una scrupolosa pulizia dal “convolvolo” che strisciando si era allargato dappertutto. Zappettato la crosta superficiale e “ingrassato” il terreno. Sono andata veloce perché il grosso del lavoro l'avevo fatto l'anno scorso bonificando l'area dai reperti archeologici rinvenuti: vetri rotti, cocci di mattoni e pietre di tutte le qualità. Smosso il terreno sono passata al setaccio, ho miscelato con terriccio e torba e aggiunto una manciata di concime pellettato. Riempito le buche e innaffiato. 


L'aiuola è tutt'altro che finita. Lo spazio è ampio, ma l'indecisione su cosa aggiungere prevale. Sicuramente altre piante di “veronica spicata” che mi fa impazzire per le multiple spighe verdi e viola intenso.
Non avevo nessun dubbio su dove mettere una piccola piantina di buddleia - che per ora attende in vaso all'ombra. Armata di tutori, corda, vanga e tanto tantissimo entusiasmo, avevo individuato un'area baricentrica tra le due aiuole esistenti, tracciato la linea del cerchio e iniziato la preparazione del terreno. Mancavano le piante a riempirla - immaginavo iris viola tutt'intorno a delimitare il bordo e la buddleia rosa al centro. Peccato non avessi fatto i conti con il proprietario del terreno che arrivato sul posto come un falco, ha visto l'opera incompiuta e ha scatenato l'inferno: non gli avevo chiesto il permesso, gli avevo “deturpato” il prato e cosa inimmaginabile reso il taglio dell'erba un impresa eroica!

Ho provato a convincerlo e calmarlo in tutti i modi misurando a passi gli ampi spazi a misura di trattorino, ma era così infuriato che non c'è stato niente da fare.


Non voglio descrivere lo stato d'animo di ieri notte. Notte insonne ovviamente, e ovviamente rosso vivo.
Con le luci dell'alba peró è arrivata la quiete. Complice la stanchezza ho ritrovato equilibrio nella convinzione che la strategia migliore sia la messa in pratica della “cedevolezza”, tecnica acquisita con disciplina in tanti anni di “tatami”. Stamattina con il cuore in lacrime, ho chiesto scusa ed ho levato tutto - ho tolto i tutori, pareggiato la terra... alla semina dell'erba ci pensa lui!
Perció cedo è vero, sotto la furia indietreggio. Ma mentre cedo assorbo forza, faccio il pieno di energia, trattengo e aspetto. Aspetto forte e carica il tempo opportuno per riversarla in campo. A tempo debito...


Nota olimpica a margine: complimenti ad Odette Giuffrida per la medaglia conquistata e un ringraziamento speciale a Fabio Basile per avemi emozionata con la grinta e la maestria di cui è stato capace in tutti i combattimenti a Rio.

venerdì 5 agosto 2016


la prima volta


L'avventura con il verde, euforica e spensierata, risale al novembre del 2014 con l'acquisto di 20 piante di Lavanda angustifolia presso un vivaio piemontese dove ero capitata per caso.

La mia “prima volta” in giardino, senza progetti né esperienza sul campo.


Che fosse necessario tanto sole e sufficiente poca acqua lo sapevo anch'io, perciò il prato vicino ai campi coltivati mi é sembrato il luogo perfetto per dare inizio all'opera. Con il tepore del primo sole pomeridiano, armata di pala e zappa, ho iniziato lo scavo per la messa a dimora delle “ragazze” che intanto giacevano abbandonate su due carriole. Le povere ci staranno, ignare, per molto tempo ancora. Il primo scoglio da superare – perdonatemi l'esempio “marino” - è stato eliminare lo strato di erba e infestanti, anche se il bello doveva ancora arrivare. Il terreno in quell'area del prato é compatto e pesante, tanto che anche senza conoscerne il pH mi sento tranquilla nel definirlo “argilloso”. Scalfirlo é stata un'impresa sfiancante.
Ma in qualche modo - non chiedetemi come - al tramonto sono arrivata viva con davanti agli occhi due solchi larghi 50 cm, lunghi 5 m, e profondi 40 cm, e terra sparsa ovunque – o meglio blocchi duri come la pietra - che ho provato a rompere prima con la mia zappetta e poi piú efficacemente con la pala, quando ho realizzato che usando la lama messa di costa la frantumavo velocemente. Inenarrabile il macello che avevo ai piedi. Vergognandomi da sola per il paciugo, con quelle che credevo le ultime forze, ho raccolto la terra in un mucchio bello grosso e poi con pazienza, tanta credetemi, l'ho fatta passare attraverso un vecchio setaccio recuperato in cantina, impiegando un tempo che mi é sembrato infinito.
Il giorno dopo (ero rientrata a notte fonda e la notte si sa porta consiglio) per cercare di alleggerire la terra di scavo - che benché setacciata era sempre pesantissima - ho aggiunto foglie cadute dai carpini, terriccio acquistato e letame pellettato. Mescolando ho ottenuto una terra soffice e di un colore piú scuro di quella originale. Per favorire il drenaggio, ad intervalli regolari (o quasi) ho messo un pó di pietrisco sul fondo dello scavo e ricoperto il tutto con il “mio” terriccio - a questo punto del lavoro lo sentivo la “mia” creatura - sul quale ho sistemato le piante, riempito gli spazi rimasti e finalmente innaffiato.
Giudicando oggi il lavoro per la messa a dimora, posso dire che mi sembra ben fatto dato che le piante vegetano felici e il lavoro di manutenzione é limitato. Estirpo l'erba con un piccolo sarchiatore - che smuovendo la terra rompe anche la crosta superficiale – e le erbacce a fittone che spuntano qui e .
Delle venti “ragazze” solo una é seccata non arrivando alla primavera, mentre le superstiti sono cresciute vigorose nel prato sempre percorso dai venti.




Ma con il genere Lavanda non mi ero saziata. La primavera successiva, questa volta in riviera, capito nuovamente in un garden center e vedo delle bellissime piante di L. stoechas. Compulsiva sono tornata a casa con una trentina di piantine, la stessa leggerezza, e l'incoscienza della prima volta!


Il lavoro sul terreno é stato lo stesso. Le poverine dopo l'impianto, assistite da una costante irrigazione, sono giunte all'estate sfiorite e “grigiastre”. Hanno superato l'inverno - insolitamente mite - per fiorire esuberanti questa primavera. Tremo peró al pensiero di cosa succederá con l'arrivo di un rigido inverno piemontese. A posteriori ho appreso (una bella botta di ignorante cade a fagiolo) che la L. stoechas, diffusa spontaneamente nei luoghi aridi delle regioni mediterranee, non é “rustica” come la L. angustifolia perció mal sopporta temperature inferiori ai -5 C°! Quindi, finché resistono, lo spettacolo è assicurato: blu intenso tra Aprile e Maggio quando fiorisce la L. stoechas, in Luglio il profumatissimo blu-viola con la fioritura della L. angustifolia, e per tutto il tempo il via vai senza sosta di api e farfalle.