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martedì 27 settembre 2016

il giardino di villa gamberia

settignano, firenze


Il giardino si trova sulla collina di Settignano, ed é facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici dal centro di Firenze. Dal capolinea del bus 10 si cammina per circa una decina di minuti attraversando il borgo di Settignano per poi svoltare su una via di campagna dove, dietro il verde delle cancellate e dei muri di cinta, si intravedono ville. Quasi alla fine del percorso il panorama si apre a destra sulla valle dell'Arno e sulla sommità del pendio, nascosta da un filare di cipressi, spunta il volume compatto di Villa Gamberaia. Adagiata su un'ampia terrazza belvedere domina Firenze e le colline circostanti.

panoramica su Firenze

il bowling green verso la valle dell'Arno
il bowling green verso il ninfeo


Sull'asse est-ovest che attraversa la villa - lungo circa la meta' dell'asse longitudinale - si trova, ad una quota piu' alta rispetto al bowling green e al parterre - quello che si presume fosse il nucleo quattrocentesco originario della casa, in seguito ampliato e in parte adibito a limonaia, con il suo giardino degli agrumi.
La terrazza belvedere davanti alla facciata ovest della villa chiude l'asse trasversale, mentre sul fronte opposto, ai lati della limonaia si trovano i due selvatici con alberi secolari di leccio, e il “gabinetto rustico”, uno spazio dalla pianta ellittica riccamente decorato che attraverso simmetriche scale a due rampe poste ai suoi lati, sbocca in uno dei due selvatici e nel giardino dei limoni.

gli archi del parterre
il parterre d'acqua























Nel visitare questi luoghi si sperimentano sensazioni e sentimenti contrastanti.
La pace che si respira nella terrazza panoramica, la sorpresa del verde espresso in molteplici forme – la topiaria, le aiuole geometriche, i bordi misti, il giardino degli agrumi, i selvatici – i suoni dell'acqua nelle vasche e delle piante smosse dell'aria, la quiete e il suo contrario espresse nel passaggio dalle zone illuminate a quelle ombrose, e nel contrasto armonico tra gli spazi architettonici e quelli “naturali”, le sensazioni di inquietudine e poi di serenità nel passaggio tra l'area misteriosa e anche un po lugubre del ninfeo, a quelle luminose e aperte del bowling green e del giardino degli agrumi. L'architettura effimera del verde e l'architettura costruita per la sorpresa, negli spazi decorati del raffinatissimo cabinet di roccaglia.

il cabinet di roccaglia
Tutto questo ha contribuito a rendere il giardino un modello per i paesaggisti del novecento. Il successo e la fama all'inizio del secolo furono tali da richiamare studiosi non soltanto europei e ispirò uno dei paesagisti del giardino moderno, Pietro Porcinai, il cui padre fu capo giardiniere all'epoca della principessa Ghyza, l'allora proprietaria della villa e alla quale si deve l'attuale aspetto del giardino. Fu lei a modificare i resti del settecentesco parterre creando il parterre d'acqua attuale, trasformando i pieni delle aiuole esistenti in vuoti con la creazione delle vasche d'acqua.

il giardino degli agrumi
Per la storia della villa si veda qui
Info per la visita



giovedì 22 settembre 2016


voleva essere una visita


villa necchi campiglio




Ero a Milano qualche giorno fa e anche se sapevo che gli interni della Villa Necchi non erano visitabili sono andata lo stesso a curiosare. La villa si trova in via Mozart, a due passi dal centro della città.Sono arrivata al cancello convinta di visitare almeno il giardino che invece era chiuso, perché é aperto al pubblico negli stessi giorni di apertura della villa, che segnatelo sull'agenda, sono tutti i giorni della settimana esclusi il lunedì e il martedì. Era aperta la caffetteria. Niente di grave, ci tornerò presto, anche perché il posto mi é piaciuto parecchio. Il giardino é raccolto e protetto da muri, quasi a voler prendere le distanze dagli edifici del quartiere, ed é ombreggiato da alberi che suggeriscono l'idea del parco. Le sensazioni che ho provato sono state piacevoli pur muovendomi soltanto sotto il pergolato e quindi con una percezione piuttosto limitata.


La villa fu progettata per la famiglia Necchi Campiglio da Piero Portaluppi negli anni trenta.  Facoltosi esponenti dell'alta borghesia industriale milanese,  Angelo Campiglio e sua moglie Gigina Necchi vissero nella villa insieme alla sorella Nedda Necchi. Angelo insieme al suocero produceva motori di frigoriferi mentre il fratello di Gigina e Nedda, Vittorio, produceva le macchine da cucire Necchi. A Portaluppi  subentrerà Tomaso Buzzi che modifico pesantemente l'arredo di alcuni camere preferendo uno stile classicheggiante.
Nei primi anni del duemila il FAI inizia il restauro affidando la direzione dei lavori a Piero Castellini, e finalmente nel duemilasei la villa apre al pubblico.





Nell'ambito del rinnovo é stata costruita la caffetteria e il vialetto di accesso a lei dedicato, che da via Mozart, affiancando il muro di cinta, immette nel pergolato ombreggiato dal glicine, costeggia la piscina e termina nella terrazza recintata dove si trova l'ingresso della caffetteria.


Gli aulici e sfarzosi spazi pensati da Portaluppi vengono inquadrati dalla macchina da presa, che insegue i movimenti dell'austera e regale Swinton anche negli ambienti di servizio. E proprio in uno degli ambienti di servizio, la cucina, prenderà corpo l'amore che allontanerà la protagonista da Milano - dal gelo dei sentimenti e anche degli ambienti – e la porterá in un luogo opposto. Un posto dove le emozioni scorrono calde e vivide, immerso nella natura.


La storia della villa si trova qui:




domenica 11 settembre 2016


diario dai bordi 

pulizia degli iris e vacanze




Sono rientrata da pochi giorni e ho ripreso i lavori in giardino, sfruttando le giornate fino all'ultimo raggio di sole. La vacanza mi sembra lontanissima. Questo mese è dedicato alla pulizia degli iris. Ho cominciato con quelli che creano una bordura continua tra la zona privata e i campi, lasciando le aiuole per ultime. Mi sembrano piú veloci da riordinare. La pulizia consiste nell'eliminare foglie e fiori secchi, e le erbacce cresciute in abbondanza. Dato che sono tantissimi impiegheró almeno una decina di giorni. Mi sono peró resa conto che sono parecchi i tratti in cui gli iris andrebbero disotterati, divisi e ripiantati. Dove le radici sono esauste, gli iris non fioriscono e si creano degli antiestetici vuoti.Ho cominciato ripiantumando alcune aree che proprio non ne potevano più da tanto erano sguarnite, rimandando al futuro il resto e mettendo da parte lo stress da bordo perfetto! Vorrei riuscire peró a costruire un programma da realizzare a fasi per ottenere un bordo fiorito senza vistose interruzioni.Durante la vacanza un'amica si è occupata dei miei gatti e delle piante innaffiandole quasi ogni giorno perché per ora non ho un impianto di irrigazione. Gli iris sopportano la scarsitá d'acqua ma quelli messi a terra da poco devono essere bagnati. Qui continua a non piovere, ma non é una novitá. Prima o poi dovremmo adottare un sistema di recupero delle acque bianche per irrigare, magari utilizzando l' Eichornia Crassipes come al San Michele dove l'acqua delle sorgenti viene trattata con un sistema di fitodepurazione che utilizza proprio queste piante.


E' stata una settimana piacevole e rilassante a Cetraro, con una notte di pioggia che ha ridonato vivacità e colore alle piante che circondano l'albergo, piuttosto provate dalla calura di questa estate così bollente. L'hotel è circondato da 44 ettari di terreno, con gli orti che convivono in armonia accanto ai campi da golf sui quali al mattino ho corso volentieri con lo sguardo che sconfinava dal verde all'azzurro del cielo e del mare. La terra fornisce le materie prime di base per la cucina semplice e verace dei ristoranti.



Da segnalare il percorso che porta alla spiaggia. Si parte dall'hotel scendendo una scalinata dal disegno classico, che attraversa terrazze coltivate con ulivi e alberi da frutto, e termina sotto una sorta di “volta a botte floreale” di oleandri bianchi, rosa e fucsia. Si prosegue con un'ascensore che attraversa una parete rocciosa.

Durante l'attesa la vista è catturata dal panorama mozzafiato a picco sul mare, mentre la discesa, lunga e a tratti “rumorosa”, si conclude immettendo in una galleria che risulta profonda quel tanto da far sospirare di sollievo quando si raggiunge il fondo, e la luce abbagliante del sole e il rumore del mare in sottofondo rincuorano e sollevano gli animi!